“Il 4 febbraio uscii da palazzo Chigi e rilasciai alcune dichiarazioni pubbliche. In quell’occasione lanciai un appello perchè tutte le forze politiche che sostenevano il governo uscente sostenessero il governo Draghi. In quell’occasione mi venne spontaneo rilasciare una dichiarazione rivolta agli amici del M5s: io ci sono e ci sarò. Fu una naturale manifestazione di affetto e riconoscenza per la reciproca fiducia e lealtà”. È iniziata così la conferenza stampa voluta da Giuseppe Conte al Tempio di Adriano. “Beppe Grillo il 28 febbraio mi invitò a partecipare ad un incontro all’Hotel Forum per discutere del mio ingresso nel movimento. Rifiutai ritenendo che un ingresso a freddo non ratificato dalla base del movimento fosse privo di legittimazione solida”. Per l’avvocato del popolo ci voleva un percorso condiviso da tutti. Bisognava, e bisogna tutt’ora, ragionare su un progetto che metta in luce “forti cambiamenti”. E per farlo, secondo l’ex Presidente del Consiglio, c’è bisogno di eliminare alcune ambiguità per rendere più forte il movimento. Giuseppe Conte più volte ha fatto riferimento al bisogno di una leadership forte, autorevole e solida. Una leadership chiara. È proprio su questo punto che sembrano esserci nette divisioni: c’è la volontà da parte di Giuseppe Conte di eliminare una diarchia con Beppe Grillo “padre padrone”. Una diarchia che non può essere funzionale all’interno di una forza politica che ambisce a guidare un Paese. C’è un fermo “No” da parte di Conte ad una leadership dimezzata. Grillo e Casaleggio ritengono che una mossa di questo tipo porterebbe a trasformare il movimento in un “partito stile novecento”.
Sarà un voto online, come al solito, a decidere le sorti del movimento: gli iscritti voteranno o meno di appoggiare la proposta riformatrice, in cui è presente il profilo di un leader politico “dotato di adeguati poteri e facoltà”.

Cosa succede se il progetto di Giuseppe Conte non dovesse andare in porto? Il problema è proprio questo: l’alternativa a Giuseppe Conte non esiste. Non ci sono cioè figure forti che potrebbero prendere in mano la leadership del M5S. C’è un Di Battista che guarda dal Sudamerica il dibattito interno al movimento. Secondo alcuni potrebbe essere proprio lui a prendere in mano il movimento. Ma sarebbe una mossa sbagliata: il movimento potrebbe passare dall’essere una forza politica europeista, presente all’interno del governo Draghi, e che dialoga piacevolmente con gli alleati del partito democratico, a ritornare ad essere una forza populista e antieuropeista. Insomma, una iniziativa sbagliata che farebbe cadere il movimento in una ulteriore contraddizione e ambiguità.
E proprio perché un’alternativa a Conte non c’è, la vicenda Conte-Grillo sarà destinata, in qualche modo, a risolversi.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: