Non siete stanchi del giornalismo italiano di oggi? Io onestamente sì. Sono stanco di vedere che il Financial Times faccia reportage e inchieste sui rapporti tra ‘ndrangheta e sanità o sulle pressioni del governo ad Unicredit per l’affare Montepaschi mentre i giornali nostrani pubblicano articoli sensazionalistici sul Covid-19.

La crisi del giornalismo italiano nasce da Internet. Affannati dalla volontà di sopravvivere con l’avvento dell’online e spaventati da un declino sempre maggiore dei margini, le redazioni hanno cambiato approccio. Non serve più scavare nelle profondità delle istituzioni per scoprire verità celate, bensì è sufficiente bombardare il lettore di articoli “acchiappaclick” con titoli fuorvianti e spesso lontani dalla verità che poi si racconta all’interno degli stessi.

Mio nonno era un grande lettore e anche grazie a lui, ho iniziato già da adolescente a leggere quotidianamente i principali giornali italiani e tenermi informato. Ricordo il pensiero critico dei giornalisti di un tempo, le inchieste “scomode” su Berlusconi, i reportage sui campi di guerra in Medio-Oriente, i racconti sulle ombre delle Presidenze Statunitensi. Oggi invece leggere il giornale è deprimente. Non ci sono analisi critiche, non ci sono inchieste degne di note, non c’è coraggio ad andare a cercare la notizia, non ci sono dati a supportare le argomentazioni. Ma soprattutto, sembra esserci una totale aderenza ideologica ai potenti e ai politici di turno, chiunque essi siano. Mentre in Francia si chiede al Presidente Macron di spiegare in modo più dettagliato i progetti sull’educazione finanziati attraverso il Recovery Fund, in Italia si assiste ad una giornalista che chiede al Premier Conte spiegazioni sulla compagna. Abbiamo centinaia di morti al giorno, carenze scolastiche, un forte tasso di povertà e disoccupazione, ampie disparità di genere, fenomeni di corruzione ed evasione fiscale. Eppure, la priorità giornalistica è la situazione coniugale di Conte, il lunatismo di Matteo Renzi o l’invocazione di Santi da parte di Salvini.

Il giornalismo in Italia è oggi arido, non veritiero e soprattutto allarmante. L’era Covid imporrebbe un doppio sforzo ai giornalisti per meglio informare una popolazione Italiana che si ritrova ad essere spaventata e con poche speranze sul futuro. Ed invece, leggiamo Mentana che cambia opinione sul Covid giornalmente senza mai presentare uno straccio di dati e statistiche indagate in modo significativo e dettagliato, leggiamo Travaglio che critica chiunque stia contro il Movimento 5 Stelle additando il Financial Times come “ah quel giornale lì” , compriamo i libri sensazionalistici e populisti di Scanzi.

La gente è stanca dei giornalisti. Ma spero si possa re-innamorare come lo sono io del giornalismo, una materia da trattare con attenzione ai dettagli e ai numeri, coraggio e intraprendenza. Prima però, servono nuovi giornali e nuovi giornalisti.

L’informazione serve solo se arricchisce la cultura dei lettori, non se la logora.

Carlo Giannone

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